Roberto Cardone, Il cantore visivo del mare alla 1a Biennale della Creatività - Verona


 

 
 

 

 

 

 

 

 

La 1a Biennale della Creatività rappresenterà uno tra i più rilevanti eventi espositivi del 2014. Oltre 800 gli artisti provenienti da vari paesi del mondo.
La 1a Biennale della Creatività . L'evento, dalla risonanza internazionale, si svolgerà presso il Palaexpo della Fiera di Verona dal 12 al 16 febbraio 2014.
L'inaugurazione giovedì 12 febbraio: con Vittorio Sgarbi. Direzione critica di Paolo Levi, quella artistica di Sandro Serradifalco.
La Biennale della Creatività, patrocinata dalla dalla Regione Veneto e dal Comune di Verona, coinvolge esperienze creative diverse in un'esperienza fruitiva innovativa e racconterà, attraverso 1000 opere esposte, ciò che accade in diversi ambiti del panorama culturale italiano, ed in particolare nella pittura, scultura, fotografia, videoart e letteratura.
Red Ronnie e Roxy Bar Tv saranno presenti all'evento, realizzando le interviste agli artisti protagonisti della manifestazione. Roxy Bar nasce come programma televisivo andato in onda su Videomusic e TMC2 diventando anno dopo anno un'istituzione per la musica, l'arte e la cultura.
Verona Palaexpo
dal 12 al 16 febbraio 2014
Ingresso libero - Orari: dalle 10 alle 19.30
Si prevedono per l'evento migliaia di visitatori.

 

 


Le vibrazioni del colore in Roberto Cardone
Trasparenze azzurrate sono la predominante tonale di una composizione dedicata all’antico mestiere della pesca, tema ricorrente nella produzione di questo artista. Un’atmosfera sospesa caratterizza la sua cifra stilistica, animata da una aspirazione poetica venata di dolce nostalgia.
Paolo Levi
Gennaio 2014

 

Alcuni degli ultimi quadri di Roberto Cardone: clicca sulle immagini
sottostanti per ingrandirle
 



 

 

Il vero dramma degli artisti del nostro tempo è la dilatazione della creatività oltre confini umana- I mente presidiabili. C'è un eccesso di creatività che non significa dilettantismo, omologazione, ma necessità, urgenza di dire con strumenti spesso affilati e affinati.
Ora, qualunque scelta, qualunque distinzione, non solo può apparire, ma è arbitraria, perché libertà e creatività chiedono e impongono rispetto. Così è avvenuto anche in questa occasione.
Mi risulta un panorama vasto, inesauribile, e anche imperdibile per capire cosa è avvenuto e cosa avviene quotidianamente nell'arte spontanea e necessaria di coloro che non hanno avuto protezioni, raccomandazioni, colpi di fortuna. E tranquillamente - o disperatamente - lavorano per restituirci una loro idea del mondo.
La scelta, come le esclusioni, è stata prudente. Ancora molto non è apparso, o non ha desiderato apparire. Anche questi ultimi - disobbedienti - potrebbero esserci. Staremo a vedere. Ma non sappiamo dove andremo a finire.
Vittorio Sgarbi (inaugurerà la mostra il 12 febbraio)

 

Esistono nel nostro vocabolario quotidiano singole parole portatrici di emozioni, sia per chi le pronuncia, che per chi le recepisce. Per ciò che mi riguarda il termine significativo di creatività reca nel mio intimo una vibrazione vitale e del tutto positiva.

Questa Prima Biennale della Creatività in Italia che si tiene a Verona rappresenta un incontro del tutto inedito. Radunare in un'unica manifestazione le tante ricerche che si basano sul design, sull'installazione, sulla pittura e sulla scultura, ha certamente molti meriti ma, a mio avviso, il primo è quello di essere un incredibile concerto di intuizioni che si confrontano, si contrappongono e che infine si armonizzano e si integrano in un'unica celebrazione della capacità tutta italiana di creare bel­lezza. Ed è anche un'indagine conoscitiva sul nostro stato dell'arte, che spiega quanto, come e perché, malgrado tutto quello che si può dire della crisi che stiamo attraversando, sia ancora possibile sperare nel futuro. Tante opere così diversificate come linguaggi e messaggi costituiscono un evento spettacolare che coniuga il passato - grazie alla presenza di opere di maestri illustri del Novecento storico, gentilmente messe a disposizione della Galleria 56 di Bologna - con il presente, rappresentato da un artista interdisciplinare come Ugo Nespolo, in costante gara con se stesso nella sperimentazione del colore, della materia, della forma plastica, della cinematografia, del design.

In questa manifestazione veronese c'è quindi una garbata dialettica tra arte di tradizione e ricerca contemporanea: nel primo caso, le poetiche sculture di Carlo Balljana affondano le radici nel museo della figurazione del primo Novecento, porgendo un messaggio sia laico che di devozione; nel secondo caso la plasticità luminescente e vibrante di forme e di colori di Marco Lodola rammenta i molti confini tra architettura strutturale e creazione utopica di linguaggio universalmente comunicativo. Come definire questo incredibile gioco delle parti che si tiene qui a Verona, se non una grande festa, un grande spettacolo allestito con generosa determinazione da Pietro e Sandro Serradifalco, editori e instancabili organizzatoci d cultura? Grazie a loro possiamo iniziare dal 12 febbraio un viaggio avventuroso in un territorio senza confini, dove autrici e autori di messaggi fatti di sogno e di realtà si affiancano per celebrare insieme il rito magico e misterioso della creazione.
Paolo Levi