La Biennale Internazionale d’Arte di Palermo


 

 
 

 

 

 

 

 

 

Grande partecipazione di pubblico al Loggiato San Bartolomeo di Palermo, sede espositiva della Provincia, per la 1^ Biennale Internazionale d'Arte di Palermo, rassegna curata da  Paolo Levi e Sandro Serradifalco che ha presentato al pubblico siciliano, fino al 3 febbraio 2013, 814 opere di artisti in rappresentanza di oltre cinquanta paesi.  L'evento, organizzato della casa editrice Ea Editore - Centro Diffusione Arte con la collaborazione dell'Associazione Artistica "Il Tempio" di Palermo, è stato patrocinato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia regionale di Palermo, dalla Regione Sicilia (Assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana) e dal Comune di Palermo. La Biennale ha proposto un percorso espositivo che si snodava dalla Sala Rossa del Teatro Politeama, al Loggiato San Bartolomeo per giungere a Villa Malfitano Whitaker, fino alla Civica Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Giuseppe Sciortino" di Monreale, dedicata alle rappresentanze estere e alla multimedialità artistica.

Le opere sono state selezionate dal comitato scientifico fra i lavori giunti nei mesi precedenti da parte di oltre 3000 artisti. E' stata proprio la sede del  Loggiato San Bartolomeo, sede espositiva della Provincia, ad inaugurare giovedì 10 gennaio  la rassegna alla presenza del Presidente della Provincia Giovanni Avanti, del critico Vittorio Sgarbi, del critico Paolo Levi, , del Presidente del Consiglio provinciale Marcello Tricoli,  dell’editore Sandro Serradifalco e di altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.

La direzione artistica dell’evento è stata affidata a Paolo Levi,  che era anche il Presidente del comitato scientifico, nel quale erano presenti personalità di spicco del mondo dell’arte italiana ed estera.

Photo Gallery
Approfondimenti
Roberto Cardone
Il cantore visivo del mare alla Biennale Internazionale d’Arte di Palermo

 

Nell’ambito della figurazione di tradizione, ha suscitato particolare interesse l’operato dell’artista friulano Roberto Cardone. Le sue grandi tele raffiguranti ambientazioni marine hanno riscosso il plauso di numerosi visitatori.
Così si esprime Alessandra Alagna in merito al maestro: «Mare, luce, infinito.
Il fascino delle opere del Maestro Cardone deriva dall’amalgama armoniosa di questi tre fulcri emozionali.
Basta quindi saperle osservare per cogliere il suo profondo amore per il mare, una distesa infinita di azzurro che impone le sue regole all’uomo, creatura piccola ed indifesa, che nel tempo ha imparato a conoscerne la potenza e la profonda essenza vitale. Cardone esprime una pittura di grande suggestione, incentrata sulla rappresentazione di marine ritratte con il lessico e la sintassi dell’arte contemporanea.
Protagonisti delle sue opere sono i pescatori con le loro barche, ritratti mentre svolgono gesti quotidiani che si ripetono identici nel tempo, ma calibrati con cura perchè da essi dipende la propria sopravvivenza. Marinai intenti a scrutare un orizzonte lontano a cui affidare il proprio destino: mare quindi come metafora della vita dell’uomo, caduca e fragile di fronte alla grandezza della natura.

Le variazioni cromatiche dei toni dell’azzurro, del blu, del celeste, avvolgono il tutto: immensi spazi sconfinati, cieli carichi di nuvole, specchi d’acqua che riflettono e raddoppiano le luci ed i colori, atmosfere eteree che si distendono all’infinito. Un mondo parallelo caratterizzato da un’atmosfera di sospensione e di eternità da cui emerge l’amore per il paesaggio, e il legame del maestro Cardone con una natura sapientemente filtrata e riportata sullo spazio pittorico tramite la memoria visiva di momenti e di suggestioni emotive.»
Quella di Cardone è una pittura che va ben oltre la mera descrizione di una realtà comunque vissuta e partecipata, traendo piuttosto la sua linfa vitale dal poetico intimismo dell’autore, che sublima un mondo ancora legato ai ritmi naturali, capace di esprimere sinceri impulsi vitali, un mondo di immagini e di colori ben diversi da quelli prodotti dalla nostra cultura mediatica, sempre più omologante e artificiosa. In questi lavori, i rituali della pesca si smarriscono nei tenui e sfocati colori di un'alba silenziosa, e nell’espressione, appena abbozzata, di un’umanità semplice, ma ricca di sentimenti e di valori. Una tavolozza variegata ed equilibrata allo stesso tempo, rimanda alla lezione della pittura chiarista, dove la luce si manifesta in grandi ariose campiture e in delicati timbri tonali, esprimendosi in un linguaggio poetico, dove ogni momento visivo e figurale appare lieve, fluido, senza peso.
Un scoperta per numerosi visitatori siciliani, oltre che un’ulteriore conferma di un talento raffinato ed eccelso.